I numeri Onu dei raid contro i civili: ecco la strategia del terrore di Putin
All’alba del 24 febbraio, quando su Kiev cominciavano a piovere missili, apparve subito chiaro che la guerra era stata ordinata contro i civili, prima ancora che contro i militari ucraini. Da allora altri tremila ordigni sono stati compulsivamente scagliati su ordine del Cremlino, ma solo una minima parte ha raggiunto obiettivi militari. Al ritmo di 20 razzi al giorno e di migliaia di colpi di artiglieria, lo scontro segue uno spartito in crescendo: terrorizzare la popolazione e svuotare i centri più popolosi per incontrare meno resistenza possibile. Le ostilità più pesanti hanno causato la morte e il ferimento «di un numero sempre maggiore di civili su entrambi i lati della linea del fronte negli oblast di Donetska e Luhanska», si legge nel bollettino giornaliero dell’Onu. Secondo le ultime stime delle agenzie internazionali, 15,7 milioni sono gli ucraini che necessitano di assistenza nelle aree di combattimento, tra questi ci sono poi 6.7 milioni di sfollati interni. Continua la lettura dell’articolo di Nello Scavo – Avvenire





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