Una riforma possibile dell’Onu, il consiglio dell’amicizia
“Il sangue di milioni di uomini e innumerevoli e inaudite sofferenze, inutili stragi e formidabili rovine sanciscono il patto che vi unisce, con un giuramento che deve cambiare la storia futura del mondo: non più la guerra, non più la guerra! La pace, la pace deve guidare le sorti dei Popoli e dell’intera umanità!”. Con queste parole il 4 ottobre 1965 Papa Paolo VI si rivolgeva all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Le Nazioni Unite si trovavano in un momento difficile a causa delle incertezze mostrate nel fronteggiare le crisi internazionali legate all’acuirsi della Guerra Fredda, solo tre anni prima era esplosa la crisi dei missili di Cuba e perduravano la guerra del Vietnam ed il conflitto del Congo. Proprio in questo periodo di profonda sofferenza e difficoltà, Paolo VI esaltava il ruolo dell’ONU, “La vostra vocazione è quella di affratellare non solo alcuni, ma tutti i Popoli”. Continua la lettura dell’editoriale di Arturo De Vita sul sito comunità di Connessioni






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