Aggiornamento sulla possibilità di celebrare le Esequie dal 4 maggio 2020

Miei Cari,

ricevo comunicazione dal Vicario generale, mons. Fausto Cossalter, che dal 4 maggio p.v. sarà possibile celebrare le esequie nella forma ancora strettamente limitata ad un numero massimo di 15 persone. Non è prevista, dunque, per ora la Messa esequiale per le misure richieste dalle Autorità troppo limitative di numero (Come si fa a scegliere o ad impedire ad un congiunto di partecipare alla Messa?), ma ritorna almeno il saluto cristiano dei nostri cari in forma pubblica e il conforto cristiano per le loro famiglie. A tempo opportuno, quando le limitazioni saranno attutite, con le famiglie concorderemo la data della messa funebre, così come per tutti gli altri che non hanno ancora potuto ricevere il suffragio nel Santo Sacrificio della Messa. Accogliamo queste disposizioni nello stesso spirito con cui abbiamo ricevuto le altre indicazioni. Questo il testo di mons. Vicario: «Rispetto al periodo trascorso, dal prossimo 4 maggio sarà possibile celebrare le esequie con un numero più esteso di partecipanti (15 persone circa, distanziate da almeno un metro l’una dall’altra e munite di mascherina protettiva). Potranno essere celebrate preferibilmente sul sagrato delle chiese parrocchiali (o all’entrata delle stesse, in caso di cattivo tempo). Non si può celebrare l’Eucaristia, da rimandare a un tempo successivo, ma è molto opportuno preparare una celebrazione esequiale dignitosa, accompagnata da un pensiero sul testo biblico proclamato. L’ufficio liturgico diocesano ci potrà suggerire qualche proposta adattabile». A questo link  il testo del DPCM con le norme di sicurezza.

Riassumendo, tanto in chiesa quanto sul sagrato si accederà solo: 

  • se muniti di  mascherina, che copra naso e bocca;
  • se muniti di  guanti;
  • distanziandosi di almeno un metro e mezzo  gli uni dagli altri.
  • NON È PIÙ PREVISTA LA MISURAZIONE DELLA TEMPERATURA DA PARTE DELL’AUTORITÀ ECCLESIASTICA, MA È AUTOCERTIFICA DALLE PERSONE CHE PARTECIPANO, FERMO RESTANO CHE COLORO CHE L’AVESSERO SUPERIORE A 37 GRADI NON POSSONO INTERVENIRE  DIVERSAMENTE, NON SARÀ POSSIBILE, PER NON METTERE A RISCHIO LA SALUTE DEL PROSSIMO. A questo link la nuova nota integrativa della conferenza episcopale italiana.